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Modernariato: il fascino del '900 negli anni 2000
Giulia GiarolaNews
Mercoledì 08 Novembre 2017

modernariato-oggiCrea continuità nelle case antiche, impreziosisce locali professionali, dà un tocco di stile negli ambienti moderni: è il modernariato, apprezzato e ricercato da tutte le generazioni per dare agli interni un fascino senza tempo.

Il termine si riferisce alla ricerca e al collezionismo di mobili/accessori prodotti nel '900, significativi da un punto di vista del design e del gusto perché sono stati i primi ad essere realizzati da architetti e designer (e non solo da falegnami ed ebanisti).

Sono sempre più numerosi coloro che si lasciano infatuare dal carisma discreto dei mobili di modernariato e dagli accessori vintage. Scopriamo insieme come è nata questa nuova tendenza e perché continua ad essere così diffusa. 

Esperimenti, nuove forme e materiali

L’avvento della produzione industriale di massa ha rappresentato il periodo di massima espressione dei designer europei, i quali hanno potuto sperimentare forme e materiali nuovi dando vita ad articoli ancora oggi famosissimi, come la poltrona di Van der Rohe, i tavoli e le sedie in tubo metallico disegnati da Breuer o le lampade Wagenfeld.

Modernariato

Fu proprio a partire dagli anni '20 del 1900, dopo la fine della Prima guerra mondiale, che il ridursi dei costi legati all’industrializzazione portò molti architetti e artisti dell’epoca a studiare nuove forme per la quotidianità, attribuendo ad oggetti di uso domestico un marchio stilistico che ne arricchiva il semplice valore funzionale.

Pezzi di storia nelle nostre case  

Nei mercatini dell’usato non è raro trovare articoli originali degli anni '30 o '40, ancora in buone condizioni. Credenze, cassettiere, tavoli e poltrone possono essere inserite in un contesto moderno per renderlo più accogliente, ironico e creativo, a prezzi accessibili a tutti.

Modernariato

Far rivivere oggetti antichi in ambienti nuovi, con grande armonia, è una delle principali opportunità offerte dal riuso. Si tratta di portare nelle proprie case un pezzo di storia, un vissuto, una tradizione e di scegliere materiali di alta qualità, difficilmente paragonabili a quelli prodotti ai nostri giorni, prediligendo stoffe ricercate e legnami pregiati.

Il riuso di mobili e oggetti per la casa rappresenta una forma di acquisto ecologica, ma di lusso, sicuramente la più esemplificativa per dimostrare che scegliere l’usato non significa acquistare merce povera, in cattivo stato, bensì attribuire nuovo valore a beni portatori di storia e di emotività.

Il prezzo del modernariato

È difficile riconoscere un prezzo oggettivo agli oggetti vintage, perché ciascuno di essi porta con sé un valore di mercato legato al nome del designer che lo ha disegnato, ai materiali utilizzati, alla sua reperibilità, e un valore affettivo, legato a specifici momenti storici, ai ricordi d’infanzia, ai racconti dei nonni che forse, in quegli anni, hanno avuto la fortuna di essere stati proprio tra gli operai di una delle fabbriche in cui questi oggetti venivano prodotti.

Modernariato

Certamente il modernariato rappresenta un perfetto compromesso tra prezzo e qualità, tra stile e personalizzazione.  È una moda? Sì. Ma se la moda si arricchisce di emozioni, allora è più corretto parlare di passione. Intramontabile passione.


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Ciò che fino a oggi ha limitato la vendita dell’usato è stato un problema di percezione.
Quando una persona va al ristorante non si pone la questione se il piatto in cui mangia sia stato utilizzato da qualcun altro.
Eppure se lo chiede quando acquista un abito o un mobile di seconda mano.
Ma è palpabile l’evoluzione verso questo nuovo stile di vita.
Alessandro Giuliani
su Il Salvagente