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Bicicletta: 200 anni di storia e benefici
Mercoledì 11 Aprile 2018
Giulia Giarola

storia-della-biciclettaNell'immaginario collettivo la bicicletta si è ritagliato uno spazio molto importante, diventando un'icona "green" di eleganza e di stile, soprattutto per chi vuole spostarsi in città senza inquinare.

In Olanda, ad esempio, la bici è uno dei simboli del Paese, visto che ci sono più ciclisti che automobilisti. Nelle zone più povere del globo poi, la bici è il mezzo di trasporto più diffuso, poiché è facile da manovrare e sufficientemente economica per poter essere acquistata, soprattutto se usata.

Ecco un breve excursus sulla storia di questo mezzo e sui suoi immediati benefici.

Ricordiamo insieme la storia della bicicletta

La primissima rappresentazione di un veicolo che assomigliava alla moderna bici è da far risalire al grande Leonardo Da Vinci. In un suo disegno del 1490 contenuto nel Codice Atlantico si trova una "macchina" con due ruote, un’asse di legno che le tiene assieme, un manubrio e una specie di catena che collega i pedali alla ruota posteriore. Come al solito Leonardo ci aveva visto giusto, ma l'invenzione di una bicicletta in grado di essere utilizzata arriverà solo nel giugno del 1817 grazie al barone tedesco Karl von Drais.

draisina

L'invenzione del barone si chiamava Laufmachine (letteralmente: "macchina da corsa"). In Francia, questa bicicletta primitiva fu chiamata, in onore del suo inventore, "draisienne". In Italia, invece, il nuovo veicolo fece la sua apparizione a Milano nel 1819 con il nome di draisina. La draisina aveva due ruote, un rudimentale sterzo fatto con una leva anziché un manubrio e un curioso poggia-pancia per aumentare la spinta del conducente. Infatti, i pedali non esistevano: per muoversi si doveva spingere... camminando da seduti.

Questo tipo di bici restò più o meno uguale, con pochi perfezionamenti, fino circa al 1870, quando si trasformò in velocipede: la ruota anteriore divenne altissima, il sellino fu messo proprio sopra quella ruota e vennero aggiunti i pedali. Quindici anni dopo, attorno al 1885, apparve la prima bicicletta moderna.

3 benefici dell’andare in bicicletta

1. Allena la mente: il ciclismo è uno sport particolarmente allenante per la mente, soprattutto se si pratica mountain bike immersi nella natura e tra percorsi accidentali: il cervello si allena a decidere velocemente come affrontare una salita, una discesa o un'asperità del terreno.

benefici-bicicletta

2. Aiuta a bruciare i grassi: pedalare è un'attività aerobica che richiede uno sforzo prolungato a intensità costante. Dopo circa mezz'ora di attività a ritmo sostenuto l'organismo comincia ad attingere alle riserve di grassi, con il risultato di attivare il metabolismo e innescare una perdita di peso.

3. Rende più felici: pedalare, oltre a farci sentire più forti e in salute, infonde uno stato di benessere psicologico. Diversi studi confermano che la bicicletta abbia effetti benefici sulla mente, abbassando i livelli di stress e contrastando l'insorgere e l'evolversi degli stati depressivi. Pedalando diminuiscono la tensione e i pensieri negativi, aumentano la felicità e le sensazioni positive. Questo perché l'esercizio stimola l'innalzamento dei livelli di serotonina e dopamina, sostanze chimiche che contribuiscono a produrre la sensazione di felicità.


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Ciò che fino a oggi ha limitato la vendita dell’usato è stato un problema di percezione.
Quando una persona va al ristorante non si pone la questione se il piatto in cui mangia sia stato utilizzato da qualcun altro.
Eppure se lo chiede quando acquista un abito o un mobile di seconda mano.
Ma è palpabile l’evoluzione verso questo nuovo stile di vita.
Alessandro Giuliani
su Il Salvagente