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Passione per il riuso e scelta etica: Second hand economy
Mercoledì 15 Maggio 2019

Non so se vi sia già capitato, o se abbiate scelto, di visitare un mercatino dell'usato... nel momento in cui si varca quella soglia, il tempo si ferma, magicamente torna indietro e ci si sente letteralmente avvolti da un'atmosfera che ci "distacca" per un momento della quotidianità per proiettarci in un mondo senza tempo.

Dalle giacche in pelle anni '70, ai servizi da thè degli anni '50, dalle lampade Tiffany all'arredamento Industrial: luoghi magici dove possiamo trovare abbigliamento vintage per un look personalizzato e oggettistica per dare un tocco assolutamente personale e ricercato alla nostra abitazione.

Comprare un oggetto di seconda mano ha molteplici sfaccettature che non hanno nulla a che vedere con il risparmio "perché non posso permettermi di comprare il nuovo". Non si tratta di "riciclare", ma di dare nuova vita, nuova personalità a ciò che acquistiamo, nel momento in cui lo compriamo ne vediamo un utilizzo che paradossalmente può essere molto diverso da quello che ha avuto originariamente. Non siamo spinti dalla logica del mero possesso, ma di un più ampio concetto di utilizzo: qualche anno fa ho acquistato una damigiana, una semplicissima damigiana verde da vino. Ora nella mia sala chiunque entra è conquistato da una meravigliosa lampada da terra dipinta a mano.. e al primo sguardo non coglie che si tratti di una damigiana capovolta!

Nei mercatini dell'usato è possibile trovare veri e propri gioielli dell'artigianato degli anni precedenti, oggettistica difficile da trovare nei negozi tradizionali, vecchie edizioni di libri quadri di pittori locali, bigiotteri... Il fascino dell'usato, il piacere di “scovare” la chicca, l'occhio attento al risparmio, il riuso di oggetti che qualcuno prima di noi ha utilizzato, un'attenzione all'ambiente.. Questo è solo una parte di quanto un mercatino dell'usato può offrire, un primo sguardo ed è già feeling.

Non si tratta di risparmio, ma di passione..guardare oggetti che hanno già avuto una loro vita, darne un valore, un significato, creare per loro una nuova vita ed un nuovo valore. Oggetti della vita quotidiana che non ci servono e ai quali possiamo dare una chance, ttrovare un estimatore o un utilizzatore, invece che di finire in un cassonetto dei rifiuti, il rispetto per l'ambiente, per l'economia e lo sviluppo sostenibile passa anche attraverso la negazione del "cestino incondizionato", dello "smaltimento selvaggio".

Vendere e comprare di seconda mano significa anche impattare il meno possibile sull'ambiente, compiere scelte responsabili. Per chi già non fosse andato in un mercatino dell'usato, il mio consiglio è di entrarci con un po' di calma e di assaporare la ricerca di quell'oggetto che fatalmente apparirà alla vista con tutto il suo fascino.


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Ciò che fino a oggi ha limitato la vendita dell’usato è stato un problema di percezione.
Quando una persona va al ristorante non si pone la questione se il piatto in cui mangia sia stato utilizzato da qualcun altro.
Eppure se lo chiede quando acquista un abito o un mobile di seconda mano.
Ma è palpabile l’evoluzione verso questo nuovo stile di vita.
Alessandro Giuliani
su Il Salvagente