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Tempo di recommerce!
Giovedì 30 Maggio 2013
Elisa Artuso

mercatiniSiamo in tempi di crisi e anche la crisi è diventata un prodotto: ci sono le idee salva crisi, le confezioni salva crisi, i prodotti salva crisi. Anche noi che siamo nel settore dell’usato in un certo senso rappresentiamo una delle soluzioni più efficaci per le famiglie, le coppie e i single che devono far fronte a questo periodo strano e contorto e desiderano acquistare beni di qualità, trovare occasioni, spendere. Poco, ma spendere.

E il tempo? Qualcuno ci ha rubato il tempo negli ultimi vent’anni. Tutto è diventato più veloce. Le corse quotidiane sono uno standard per tutti. Persino chi è rimasto disoccupato non ha tempo. Perché il tempo da dedicare alla ricerca di un nuovo lavoro è intensissimo e psicologicamente faticoso. A meno di non avere una professionalità ricercatissima, il numero dei “no” e delle porte in faccia (simboliche, ovviamente) che si ricevono è infinito.

Oggi quindi i Mercatini d’Italia vi propongono un esercizio nuovo, utile a vivere meglio, utile a non farsi sopraffare dalla crisi come nuovo prodotto del marketing o del qualunquismo. Ci vogliamo provare?

Qualcuno ha detto “Se i tempi non richiedono la tua parte migliore, inventa altri tempi”. Ecco, noi ci stiamo provando. I tempi migliori che vogliamo inventare sono quelli di una nuova consapevolezza, i tempi della riscoperta delle cose belle del passato che sfruttano l’innovazione del presente.

Il tempo dei mercatini non è polveroso e confusionario, non è un tempo buio di crisi economica, di pochi soldi o di tristezza e negatività.

Vogliamo rispolverare oggetti che hanno una storia, che ci regalano la riscoperta delle nostre radici e che sono così remoti da sembrare futuri. Vogliamo regalarci il tempo del girovagare senza meta per comprare una sciarpa vintage o una bicicletta con i freni a bacchetta, un mobile di antiquariato che magari è costato anche poco, ma dona un tocco in più al nostro soggiorno e ci fa anche sorridere. O – perché no – un paio di jeans, un giubbotto modaiolo, un cappello stile Panama, super chic.

mercatini

Vogliamo costruire un tempo in cui gli sprechi non sono più all’ordine del giorno perché tutto ciò che buttiamo oggi è una risorsa perduta per i nostri figli.

Il tempo dei mercatini è questo. È un tempo di sorrisi, di quotidianità vissuta intensamente, un tempo da ricavare forse tra le mille faccende quotidiane, ma che non ci costa in frustrazioni o alienazioni di sorta.

Siamo un popolo vario e colorato, siamo viandanti e mercanti d’altri tempi, siamo bancarelle e negozi, siamo persone che lavorano e che hanno qualcosa da raccontare.

Il nostro tempo non è un prodotto da vendere, è solo una ricerca per un divenire migliore, con meno rifiuti, meno sprechi, più serenità per tutti.

Il tempo del recommerce, del riciclo, il tempo della cultura del riuso e del fare di necessità virtù.

E ora rivolgiamo a chi ci legge un invito: buttate via i pregiudizi sul mondo dell’usato e iniziate a frequentare i nostri negozi, i nostri mercati, le nostre bancarelle. Provare a scoprire quanto è bello un pezzo unico, quando felice è un bambino con un gioco che vi è costato appena 50 centesimi, quando divertente è guardarsi in uno specchio un po’ rovinato, che racconta la storia di centinaia di persone che vi si sono specchiate. Provate – per credere – a comprare e a vendere usato. Sarà una sorpresa rivedersi in un contesto diverso e sentirsi più liberi da qualunque vincolo, più attenti al valore delle cose e più felici di sentirsi… nuovi!


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Ciò che fino a oggi ha limitato la vendita dell’usato è stato un problema di percezione.
Quando una persona va al ristorante non si pone la questione se il piatto in cui mangia sia stato utilizzato da qualcun altro.
Eppure se lo chiede quando acquista un abito o un mobile di seconda mano.
Ma è palpabile l’evoluzione verso questo nuovo stile di vita.
Alessandro Giuliani
su Il Salvagente


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