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Il fascino dei libri: da quelli intonsi a quelli usati
Mercoledì 04 Luglio 2018
Giulia Giarola

leggere-libri-usatiChe sia un romanzo, un saggio o un pezzo di antiquariato, un libro può essere scontato solo nel prezzo. E quando è usato ha anche qualcosa in più da dirci, da raccontarci. I cultori li annusano, così come annusano la carta nuova, che spesso sa più che altro di colla.

Quando sono passati di mano in mano, i libri hanno un altro profumo e soprattutto un altro significato. Sono ingialliti – a volte – altre solo un po’ sottolineati, altre ancora sono intonsi. I libri intonsi, nell’epoca degli ebook, sono qualcosa di dimenticato, ma nei mercatini dell’usato se ne trovano ancora e hanno un fascino davvero particolare.

Cosa sono i libri intonsi

Molti non sanno davvero di cosa si tratti o non li hanno mai visti, né “liberati”. Sì perché i libri intonsi sono oramai una rarità, sono oggetti da mercatino o da collezionisti. Un tempo le case editrici non facevano tagliare (o rifilare) le pagine del libro sui tre lati, ed era necessario far scorrere il tagliacarte lungo i bordi di ogni singola pagina.

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Eccoli, i libri intonsi, e chi li vede oggi, il più delle volte, si chiede se siano difettosi. In quel gesto antico invece si rinchiude il senso della scoperta, l’entusiasmo della lettura, la passione per la carta e per libri davvero nuovi. Sì perché con un libro intonso non c’erano dubbi: era sempre e necessariamente in condizioni perfette!

I libri usati trasmettono idee

Ma a noi, che lavoriamo nel mondo dei mercatini dell’usato, piace anche altro, dei libri. Ci piace il pezzo unico che trasuda storia, ci piace il romanzo di moda qualche anno fa, ci piacciono i libri di scuola, i classici da leggere d’estate. Ci piace La ragazza di Bube e Il Taglio del Bosco, Il Giardino dei Finzi Contini e Se questo è un uomo, così come La capanna dello Zio Tom, I classici di ogni paese e di ogni tempo insomma, dai Promessi Sposi a I Miseabili, a I Dolori del Giovane Werther. Ma ci piacciono anche i classici della Rowling e quelli della Disney, le raccolte di fumetti di Topolino o Dylan Dog. I mercatini dell’usato racchiudono un mondo di prosa e poesia che è davvero inaspettato.

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La cosa più bella, a dire il vero, è quello che questi libri portano nelle nostre case, nella nostra mente. Il loro valore sta soprattutto nelle idee che trasmettono, nella memoria che stimolano, nella fantasia e nell’immaginazione che sviluppano nei grandi e nei piccoli lettori. Leggere usato è cool, soprattutto oggi, nell’epoca dei libri elettronici, che non profumano e non arredano.

Il libro di carta ha ancora un grande futuro: con la fine della scuola sono stati organizzati ovunque i mercatini del libro usato. Città grandi e piccole, scuole e associazioni di quartiere, gruppi di famiglie che si armano di liste cartacee e di file excel per gestire prenotazioni e compravendite. In alcuni mercatini dell’usato sono attivi anche i mercatini di libri scolastici che offrono un senso ancora più profondo al riuso. Le parole restano, soprattutto quelle scritte sulla carta.


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Ciò che fino a oggi ha limitato la vendita dell’usato è stato un problema di percezione.
Quando una persona va al ristorante non si pone la questione se il piatto in cui mangia sia stato utilizzato da qualcun altro.
Eppure se lo chiede quando acquista un abito o un mobile di seconda mano.
Ma è palpabile l’evoluzione verso questo nuovo stile di vita.
Alessandro Giuliani
su Il Salvagente