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Noleggio abbigliamento: come incentivare il riuso
Mercoledì 02 Settembre 2020
Eleonora Truzzi

noleggio-abbigliamentoIl settore del second hand ha sempre portato con sé un fardello molto pesante. 

Gli oggetti di seconda mano sono stati considerati per molti anni come sporchi, contaminati da un utilizzo precedente. Questo stigma ha mantenuto l’acquisto dei prodotti in questione per un pubblico di nicchia, interessato a risparmiare o a fare un gesto per l’ambiente. Ma oggi qualcosa sta cambiando. I consumatori si stanno allontanando dal concetto di usato come sporco, e il merito è anche degli stilisti e delle case di moda.

Il noleggio abbigliamento per incentivare il second hand
Ganni e Levi’s hanno lanciato un progetto audace ma anche molto coraggioso. Ganni, marchio danese, ha collaborato insieme al noto brand Levi’s per proporre a Copenhagen un noleggio di abbigliamento denim. In particolare, è stato lanciato il noleggio di jeans vintage del modello Levi’s 501. Il tema dell’economia circolare è molto attuale nel mondo e sempre più persone, animate anche dagli ultimi eventi globali, si sono avvicinate ad uno stile di vita più sostenibile. Sulla scia di questa rivoluzione ambientale anche i marchi hanno deciso di fare la loro parte, proponendo abiti che possano essere indossati da molti ma di proprietà di nessuno. Per Levi’s il noleggio è la giusta soluzione ai molti sprechi che vengono perpetrati nel mondo della moda.

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Rendiamo il consumo responsabile
Molte persone si bloccavano nell’acquisto di prodotti second hand perché si sentivano diverse rispetto alle masse pronte ad acquistare ogni settimana nuovi capi di fast fashion. Il noleggio abbigliamento è un ottimo punto di partenza per incitare grandi gruppi di consumatori ad indossare capi di seconda mano senza sentirsi “diversi”, ma parte di un meraviglioso processo che aiuterà l’ambiente e la vita di tutti noi.


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Ciò che fino a oggi ha limitato la vendita dell’usato è stato un problema di percezione.
Quando una persona va al ristorante non si pone la questione se il piatto in cui mangia sia stato utilizzato da qualcun altro.
Eppure se lo chiede quando acquista un abito o un mobile di seconda mano.
Ma è palpabile l’evoluzione verso questo nuovo stile di vita.
Alessandro Giuliani
su Il Salvagente